Strage di Bologna: tengono più all’odio che alla verità

Commemorare. Cum+memore. Ricordare assieme, richiamare alla memoria in modo solenne determinati accadimenti e persone. Se questo è, sicuramente quella che oggi si è messa in scena a Bologna non può essere definita una commemorazione. Non ci si può arrogare il diritto della memoria solo per attaccare quelli che vengono considerati propri nemici ideologici.

Non rende onore alle vittime della strage, a tutti i familiari ed all’Italia intera, messa in ginocchio da un atto sanguinoso quanto vile. E non fa onore nemmeno a chi imposta una manifestazione che, ben lontana dall’ essere concentrata sul ricordo di tanti innocenti, è divenuto uno pretestuoso fortino in cui arroccarsi.

Memoria condivisa significa mettere da parte tutto e ricercare solo la verità, percorso che l’intera Nazione dovrebbe perseguire senza corrompere la ricerca imponendo stupidi tabù e menzogne alla propria base. Ricordiamo sempre che quando ci si accontenta di colpevoli di comodo, le vittime rimangono senza giustizia.

Bene ha fatto il Governo a non presenziare alla manifestazione, atto che non intende svilire la dovuta memoria della strage ma, al contrario, dimostra che non si può legittimare lo strisciante odio ideologico che ubriaca anche talune menti che dovrebbero essere più interessate a scoprire i responsabili e i mandanti che vi stanno alle spalle.

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