Da qualche tempo Antonio Di Pietro sta concentrando le proprie pubbliche apparizioni per dimostrare che lui e il suo partito si schierano, e sono sempre stati, contro la “casta” e contro gli ingiusti privilegi di cui la stessa gode. Peccato che il leader dell’Italia dei Valori goda, dal 1995, cioè dall’età di 44 anni, di una pensione di 2.644 Euro lordi al mese, che netti diventano “solo” 1.956 Euro. Non male per il moralizzatore della politica italiana che da 15 anni incassa questa somma e che, con ogni probabilità, la incasserà per almeno altri 20 anni, percependo dallo Stato emolumenti per quasi 1,5 milioni di Euro. Ovviamente tale pensione si somma alla ricca indennità da parlamentare. Ma Di Pietro non fa una piega: parla della casta come degli “altri”, come se lui non godesse di privilegi, come se una pensione non si potesse rifiutare. D’altra parte fu lui stesso a dichiarare al Corriere della Sera il 18 luglio 2007 che percepire una pensione a 44 anni “era assurdo, ma questa era la legge di allora e non potevo mica rifiutare”. [link]
Va detto che Di Pietro rappresenta solo il caso più ecclatante per l’ipocrisia con cui si dichiara contro la casta, pur godendo di ricchi privilegi, ma non è certo il baby pensionato di lusso più ricco tra i nostri politici. Come non parlare dell’esplosivo Fabio Granata, onorevole di Futuro e Libertà che teorizzava il 12 luglio 2011 un’alleanza tra Fini e Di Pietro per dare vita al partito della nazione. Il deputato incassa, insieme allo stipendio da onorevole anche un vitalizio da 8.000 Euro al mese.
Altro caso analogo a quello di Di Pietro, quanto meno per sfacciataggine, è quello di Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell’Italia dei Valori, che assomma allo stipendio da parlamentare anche il vitalizio che gli deriva dalla sua appartenenza, in passato, all’Assemblea Regionale Siciliana.
Ci sono molte cose che non riusciamo a spiegarci circa questi privilegi dei moralizzatori nostrani. Una sola cosa è certa: quando parlano di Italia di Valori sanno bene a quali valori si riferiscono. Quelli che stanno sul loro conto corrente.


